1994: Cento e più opere nella prospettiva di un museo



Ente Acquisitore: Museo d’Arte Contemporanea della Valcellina
Luogo: Pordenone - Italia
Anno di Cessione: 1994
Titolo: Lembi pitagorici
Descrizione: Dittico: tecnica mista e veline colorate su tela cm. 50x70 cadauno

Una collezione permanente può essere terreno d'indagine sull'evoluzione dei fatti sociali e culturali dell'area che essa abbraccia con il suo campionario di opere e di ritmi evolutivi del territorio, inerenti alla sensibilità artistica. Il significato dell'evento è impresso dalla progettualità che l'ha fatto nascere su taluni presupposti di base pienamente verificabili.

Ciò è vero soprattutto quando risorse iniziali (finanziarie e umane) consentono programmi pur minimi, ma redatti con criterio scientifico. In assenza di fondi necessari per attivare un circuito di acquisti ragionati, sullo schema delle normali strutture museali, la via più semplice per un'iniziativa - sorta con il piglio di una scommessa più che con la certezza della realizzazione - era di sensibilizzare gli artisti a un atto di generosità che, già di per sé, avrebbe innescato un interrogativo problematico sulla costituzione di un contenitore. Le risposte sono arrivate puntuali nella gran maggioranza delle richieste e la documentazione delle presenze in questa sede indica implicitamente l'entusiasmo partecipativo di molti operatori dell'arte che hanno dato il via a un processo di riflessione su uno slancio culturale denso di proiezioni significanti. Il Museo d'arte contemporanea della Valcelllna contiene nell'intitolazione l'essenza di una prospettiva da tradurre in atto, il traguardo di una struttura museale con i requisiti di centro di conservazione e proposta; la piattaforma di decollo verso l'obiettivo - ancora tutto da valutare nelle sue articolazioni (edificio, attrezzature di supporto, eventuali sussidi didattici, sistemi di custodia e sicurezza) - si fonda su un nucleo iniziale di pitture e sculture, frutto di donazioni dei rispettivi autori. Alcuni, senza essere sollecitati, hanno fatto spontaneamente un'offerta dimostrando di gradire la partecipazione a questa prima fase di avvio come protagonisti diretti dell'avvenimento. Ne consegue una compagine piuttosto eterogenea sul piano delle formule stilistiche e dilatata sul versante della qualità.

Il carattere di una collezione permanente .situo: la sua consistenza nel repertorio rappresentativo di un periodo storico e di una determinata area geografica. Questa appare piuttosto disomogenea nel suo complesso con la registrazione di esperienze italiane, centro-europee e britanniche. Dal nostro paese sono pervenuti dipinti e lavori plastici che danno un saggio dell'operatività nel territorio regionale e triveneto fino ai probanti esiti d'arte nel resto della penisola, in tutta la sua estensione.

Nella fase costitutiva del Museo si andava precisando nei paesi dell'ex-Yugoslavia quel movimento centrifugo verso l'indipendenza con I affermazione delle varie identità nazionali che. la raccolta annota in parte nella presenza di artisti significativi della Slovenia e della Croazia. La compagine austriaca - comparsa in una mostra collettiva nella prima sede dell'istituzione, contempla personalità dislocate in differenti aree “poetiche”.



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