1985 - Moto a luogo

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Fin dagli anni ’60, nel clima della partecipazione societaria nasce l’attenzione dell’artista alla definizione dell’ambiente come nuova cultura dei luoghi del territorio. Tale modo di fare e di interessi si produce e continua a produrre negli anni ’70 e ’80 confrontandosi, nel superamento delle ideologie, col diverso "attraversamento" dei momenti storici dell’arte come produzione del reale in continuo riscontro con i luoghi e le culture del territorio.

Un modo di che intende superare le restrittive definizioni settoriali di pittura e scultura, per esprimersi contingentemente con l’uso di diversi materiali in rapporto allo spazio reale, innestandosi gli interventi artistici nella configurazione urbana del paesaggio. Materie e materiali acquisiti sia dalla tradizione che dalle nuove tecnologie: legno e ferro al contempo, prodotto di natura ed insieme le plastiche e l’acciaio.

L’artista deve quindi applicare la sua capacità di riportare alla luce, mediante il suo intervento, il carattere più essenziale di un luogo e solo leggendo le caratteristiche individuali del luogo - la sua configurazione, le sue tradizioni culturali, le sue applicazioni naturali e spirituali - e prestando attenzione all'ambiente, potrà gestire quel carattere e produrre un lavoro che non sarebbe potuto esistere da nessun'altra parte. Conservando un rispetto infinito per il luogo, creare opere, posizionare quindi forme e materiali, le cui compiute proporzioni e volumetrie sembrino il prodotto del reale volere della terra.

Progresso non è la cancellazione progressiva di ogni legame con il passato, non è sinonimo di omologazione. Bisogna rivolgersi con rinnovata attenzione allo studio delle radici che legano l'uomo ai luoghi della sua vita, non si possono cancellare quelle differenze tra i luoghi e le comunità, che rappresentano una parte inscindibile della loro identità. Arte e natura, ognuna e con identità autonoma, dialogheranno allora nel luogo in stimolazione reciproca, innalzando la sensibilità e lo spirito umano, che lega uomo e natura, natura cultura naturale. L'operazione "moto a luogo", intende svolgere queste premesse, dialogando gli stessi interventi con l'attività in atto del Museo per l'aspetto sia della conservazione che della critica storica del contemporaneo. "Moto a luogo" è quindi un muoversi in ogni senso, dalle diverse componenti il sistema dell'arte, verso una unitaria centralità che attivi l'urbano nella sua complessità di strutture e società.

a cura di Massimo Distefano

 

Dati della mostra:

Pinacoteca Vitari in Rende (CS) Aprile 1985 

Interventi nel Centro Storico di Rende di:Salvatore Anelli, Franco Flaccavento, Nicola Carrino,  Biagio Jadarola,  Paolo Laudisa,  Luigi Magli,  Nunzio,  Giulio Telarico

Moto a luogo: foto di gruppo

fotoartistiweb smallda sinistra a destra

gli artisti: S.Anelli, F. Flaccavento, N. Carrino, E. Laudisa

il critico d'arte M. Di Stefano, G. Telarico, L. Magli

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