1998: Il Velo e la Sfida

Il velo e la sfida, ricostruisce la vicenda attraverso una serie di quadri che annodano, attorno a momenti esemplari della vita di Tommaso Campanella (la rivolta calabrese del 1599, il carcere, il processo,  l’esilio),  personaggi e situazioni solamente verosimili. Fino alla conclusione, tutt’affatto rassicurante, che moltiplica Tommaso per due, raddoppiando lo scacco.

Lo spettacolo, come un gioco ad incastro, insegue il protagonista nella sua discesa agli inferi. Una discesa costellata di infami ed infamanti torture. Impregnata di umori neri, di sangue e maleodoranti mortificazioni dello spirito e della carne. Una discesa alleviata solo dalla travolgente passione per una donna particolare e fuorilegge: Eleonora, la monaca.
Per mettere in scena questo percorso intellettuale ed umano, scampato alle mani del boia solo grazie alla dissimulazione, abbiamo fatto ricorso ad alcuni flashback di forte impatto emotivo, montati con tempi e ritmi cinematografici.
L’atmosfera giusta trova al suo interno la forza indispensabile a dare tensione, anima e carne, ai personaggi di una storia, solo apparentemente, di ieri, che conserva anche oggi, tutto intero il suo visionario ed irriducibile messaggio.


Bozzetti e studi preparatori per la realizzazione della scenografia:
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Installazione, particolari compositivi e momenti di recitazione dell'attore:
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Dati della rappresentazione teatrale

Titolo: Il Velo e la sfida - Tommaso Campanella e la dissimulazione onesta
Anno: 1998
Dove: Teatro  dell'Acquario - Cosenza

Regia: Massimo Costabile
Testi: Franco Costabile
Scenografia: Salvatore Anelli
Attore: Gianfranco Quero

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