2001: Antigone

Lo spazio scenografico dell'Antigone di Sofocle è stato allestito, per cementare il rapporto, intensamente vissuto dall'artista comisano, tra le arti visive e il teatro. Rigore geometrico e scarnificazione cromatica caratterizzano le colonne del palazzo reale, lunghe travi avvolte da bende e intervallate da feritoie, che incombono sulla scena dall'alto, quasi a volerne stratificare il dolore e imprigionarne la memoria.



Al loro interno prende forma il dramma familiare di Antigone, sorella menomata della sepoltura di uno dei suoi due fratelli, Polinice, privato degli onori funerari per volontà di Creonte (nelle vesti di un ‘indomabile’ Gianfranco Quero), re di Tebe, che ha disposto che il suo corpo venisse lasciato in pasto ai cani e agli uccelli, come spetta ai traditori. I chiaroscuri delle istallazioni sembrano riflettersi nell’angoscia inalterata della protagonista (Antonella Carbone), quasi a portarne fuori i reconditi aneliti di libertà e di giustizia, mentre la luce che si irradia dal grosso trono posto a lato della scena sembra propagare la hybris di un uomo che osò sfidare le leggi degli dèi in nome della ragion di stato, ma che vedrà di colpo trasformata l’inappagata bramosia di potere nel drammatico delirio dell’impotenza.

Cantiere: fasi di lavorazione dell'Antigone di Sofocle

Salvatore Anelli con il regista Massimo Costabile

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scene dello spettacolo: Teatro dell'Acquario di Cosenza 

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                                 Titolo: Antigone da Sofocle

                         Anno: 2001
                         Luogo: Teatro dell'Acquario - Cosenza
                         Regia: Massimo Costabile
                         Installazione Scenografica: Salvatore Anelli

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