1997 - Nel segno del dono


Ad Alfredo Granata, per esempio, che partito da un gusto neodada per l' oggettualità centripeta e per la manipolazione di elementi residuali, porta a compimento tale vocazione simbolizzando in elementi totemici personaggi leggendari l' «acchiappaluna», il «Dio cervo» che talvolta formano racconti, collocati l'uno accanto all'altro. La narrazione prosegue anche nello spazio esterno in cui gli oggetti -banali cassette da lettere, muri a secco, pile di casse, assi di legno vengono prelevate e rinominate, prima di essere riproposte con nuova funzione nei territori dell'immaginario.
La vena affabalutrice, capace di rivisitare i luoghi abituali dell' abitare per occuparli con nuovi segni-simboli è condivisa da Sabrina Marotta, che opera tramite una ricodificazione sintattica nell'intento di restituire un nuovo senso alle cose. E' l'altro occhio, l'altra mano, l'altro olfatto, l'altro tempo, l'altro spazio, rimossi dagli occhi secolari dell'uomo sul mondo, che l'artista fa riemergere. La sua voce si avverte per sibili minimi, il suo sguardo affiora da dettagli impalpabili è dall' attenzione al vocabolario minimo delle cose che Sabrina (peccato che sia l'unica testimone al femminile della mostra) scopre l'altra faccia della terra. Il suo interesse per l'attivazione di nuove soglie percettive, ci conduce lungo i tracciati del terzo itinerario espositivo, che parte dalla centralità del segno, per approdare all' oggetto ed allo spazio. Incontriamo in tale ambito numerosi artisti quali: Aldo Presta, Giulio Telarico, Mario Parentela, Salvatore Anelli, Franco Flaccavento. Comune ad alcuni di loro è la partenza dalla scrittura, indagata nelle sue valenze comunicative immediate, oltre i processi di simbolizzazione logica: nelle opere di Mario Parentela le lettere alfabeti che rivivono nella loro pregnanza uterina, sotto forma di embrioni, nuclei, grovigli di materia primigenia, per approdare sul piano tranquillo delle forme e delle figure. Tale arcaica complessità, che evoca la ricerca di Mirò negli anfratti della vita, è presente nelle opere di Salvatore Anelli. Qui il segno vive una sua vita germinale, nella compresenza di geometrico e biologico.

Il segno è graffito, numero, simbolo, lettera, scarabocchio, macchia, grumo, punto. In continuità si pone la ricerca di Franco Flaccavento, la cui ricognizione nel vocabolario segnico si arricchisce attingendo al magazzino pittorico e mediale. Dai segni ricomposti e riassemblati scaturisce una nuova lingua che si articola a partire da una diversa esperienza del tempo. I segni, i graffi, i punti, le lacerazioni tessono una scrittura della memoria, che vorrebbe riportare nell' eterno presente di un' epoca malata d'amnesia, gli spessori di una lingua carica di molteplici vissuti. Sulle vie del segno lungo traiettorie che portano allo spazio, si muovono Aldo Presta e Giulio Telarico. Nell'uno i segni sospesi sulla superficie agravitazionale della tela dipinta richiedono una diversa collocazione. Nell' altro, i segni si mescolano e da spezzoni di parole, numeri, orme nasce il nuovo alfabeto. Ma il riordino continua con Presta allargandosi dai segni pittorici a quelli architettonici. Archi, volte, finestre, pilastri subiscono una scomposizione-ricomposizione che altera ogni equilibrio prestabilito tra corpo e spazio. Claudio Angione porta alle conseguenze estreme l'alterazione dei rapporti tra opera e spazio. L'una non si dà senza l'altro, in un dialogo che segue diverse forme del discorso e può divenire contrapposizione, citazione, perifrasi. I materiali dell' opera sono soggetti a mutare in rapporto a quelli dello spazio, il linguaggio diventa multimedia, funzionale alla messa in scena dello spazio che si trasforma in evento.  

Anna D'Elia



Search

Nel segno del dono

Opere degli artisti

Salvatore Anelli, Cesare Berlingeri, Salvatore Dominelli, Franco Flaccavento, Francomà, Alfredo Granata, Franco Groccia, Bruno La Vergata, Luigi Magli, Serafino Maiorano, Sabrina Marotta, Rocco Pangaro, Mario Parentela, Salvatore Pepe, Tarcisio Pingitore, Aldo Presta, Antonio Pujia Veneziano, Giulio Telarico, Vincenzo Trapasso.

Copyright © 2002 - 2011 Anelli Salvatore - Credits