1997 - Nel segno del dono

Differenze dello sguardo. Una campionatura dell'arte in Calabria? Sì. forse. Ma neppure lo spazio di una casa -oggi- è lo spazio di una casa. Reti, cavi, schermi la legano e collegano, la intrecciano in una trama complessa di relazioni. Come poter pensare diversamente dell' atelier o bottega d'artista?
E' per essere nati a Catanzaro, Cosenza, Crotone, Rende, Serra San Bruno che un'artista è? Di chi? di dove? Non certo di quel luogo o non solo. L'artista ha un'identità piuttosto complessa e i ventuno autori qui presenti non sono un' eccezione. E' la complessità che nasce dal fondersi e confondersi di culture, suggestioni, emozioni, ricordi, linguaggi. E' la complessità che scaturisce da un rapporto multiplo con i luoghi e i tempi.



Perciò il lavoro di ogni artista è del mondo e ritorna al mondo e non se ne abbia a male il "genius loci" . Intervenga, invece, per tutelare il vivaio ricchissimo che cresce nel territorio sotto sua protezione. Un vivaio che merita maggiore attenzione, da parte di Istituzioni, Enti Pubblici, Amministratori perché vi è sedimentata la memoria storica di una regione (anche se non solo questo), un vivaio che rappresenta l'identikit artistico del territorio (e non solo questo), un vivaio che è risorsa eccellente per l'immagine della regione. Attraverso il lavoro dei ventuno artisti invitati si ritesse una storia dell' arte degli ultimi decenni, per la quale è necessario tenere fissi due punti di riferimento: da una parte ciò che è accaduto in Italia e nel mondo, nel microcosmo della ricerca artistica, dall' altro ciò che accadeva in questa regione, il suo passaggio da una economia contadina ad una metropolitana sullo sfondo di un' attenzione crescente per le autonomie locali, le periferie e i valori di cui esse sono portatrici. L'osservazione dei lavori, dal primo punto di vista ci consente di collocare la ricerca degli autori, nel crogiuolo delle esperienze che a partire dall'informale, attraverso le ricerche gestuali, segniche,oggettuali, neodadaiste, di Pop italiano giungono fino alle elaborazioni concettuali e agli environment spaziali.

Se questo percorso, interno ai decenni sessanta, settanta, ottanta, è parallelo a quanto si svolge su scala internazionale, gli anni novanta con il loro ritorno all' arcaico, al primario, alla contaminazione trasversale delle lingue, segnano un momento di ulteriore riflessione e complicazione. Il decennio novanta, sollecitando la ricerca culturale di valori" altri" legati alla perlustrazione di profondità insondate, lega -in modo particolare il lavoro di molti artisti alle radici del luogo. E' questo un periodo fertile di incroci e sviluppi inusitati per gli artisti lontani dalle metropoli e dai centri istituzionalizzati dell' arte.

Ogni periferia (e si sa quanto il mondo ne sia ricco) vive il suo momento forte, nell' esaltazione e valorizzazione del suo specifico antropologico, che lungi dall' essere vissuto come elemento isolato, si intreccia alle molteplici altre istanze della ricerca artistica internazionale, dando vita ad inediti rapporti e interessanti connubi. E', dunque, da quest'ultimo decennio che parto, nel riattraversare, sia pure con uno sguardo fugace, la produzione dei ventuno autori invitati .


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Nel segno del dono

Opere degli artisti

Salvatore Anelli, Cesare Berlingeri, Salvatore Dominelli, Franco Flaccavento, Francomà, Alfredo Granata, Franco Groccia, Bruno La Vergata, Luigi Magli, Serafino Maiorano, Sabrina Marotta, Rocco Pangaro, Mario Parentela, Salvatore Pepe, Tarcisio Pingitore, Aldo Presta, Antonio Pujia Veneziano, Giulio Telarico, Vincenzo Trapasso.

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